La leggenda delle tagliatelle
Storie di cibo

News e curiosità 06 giu 2019

Nel 1931 un umorista bolognese Augusto Majani inventò una storia sulle Tagliatelle:
“Nel 1487 il Signore di Bologna, Giovanni II di Bentivoglio, apprestandosi a ricevere la nobildonna Lucrezia Borgia in sosta a Bologna nel suo viaggio che la recava a Ferrara per sposare il duca Alfonso I D’este, diede incarico al suo cuoco di fiducia Mastro Zefirano di creare una pietanza che rendesse omaggio alla nobildonna, egli inventò le tagliatelle ispirandosi ai lunghi capelli biondi di Lucrezia Borgia”.

Sulle tagliatelle si sono espressi i più grandi della cucina italiana e non solo, Pellegrino Artusi riferisce che in origine si chiamavano i tagliatelli (Scappi, Panonto) e che fu il bolognese Tommaso Garzoni di Bagnacavallo nel suo “La piazza universale di tutte le professioni del mondo”, Venezia 1616 a conferire a questo tipo di pasta fresca il genere femminile da cui le Tagliatelle.

Il nome Tagliatelle viene dal verbo tagliare, in origine già al tempo dei romani Apicio, gastronomo cuoco e scrittore vissuto probabilmente tra il 25 a.c. ed il 37 d.c., nel suo “De re Coquinaria” ci parla di lagane per intendere la sfoglia di pasta fresca all’uovo con cui si fanno le odierne lasagne e che ripiegata su sè stessa e tagliata da origine alle tagliatelle le quali devono essere di una larghezza dai 6 ad un massimo di 8 mm.
In Toscana la ricetta tipica delle Tagliatelle è quella con il ragù di cinghiale dove la carne di cinghiale è tagliata al coltello e marinata con ortaggi ed erbe aromatiche coperta dal vino rosso lo stesso, una volta filtrato, verrà utilizzato in cottura. Le tagliatelle sono altresì un tipo di pasta fresca che si presta ad essere condita anche con salse o pesti a base di verdure di stagione e di funghi di ogni specie.

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